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Perché ci sentiamo in imbarazzo in ascensore?

Perché ci sentiamo in imbarazzo in ascensore?
3 Dicembre 2014

A chi non è mai capitato di entrare in ascensore e immediatamente sentirsi in imbarazzo nei confronti di chi si trova a compiere con noi il breve percorso verso il prossimo piano? Prendere l’ascensore con qualcuno che non conosciamo ci mette a disagio. È talmente vero per la maggior parte delle persone che sono addirittura stati fatti studi psicologici, sociologici e antropologici per indagarne le cause.

Il Professor Lee Gray della University of North Carolina, esperto di storia dell’architettura e degli ascensori e autore di From Ascending Rooms to Express Elevators: a History of the Passenger Elevator in the 19th Century ha provato a fare chiarezza sulle basi psicologiche dei comportamenti posti in atto da uomini e donne all'entrata in ascensore e durante la permanenza al suo interno.

Dai suoi studi emerge che l'atteggiamento di imbarazzo che ci coglie in ascensore sarebbe il campanello indicatore di un'ansia nascosta scatenata principalmente dalla mancata possibilità di controllo dei meccanismi di funzionamento dell'ascensore stesso, dando adito a una serie di comportamenti impulsivi: rimanere in silenzio, non incrociare gli sguardi e disporsi ordinatamente rivolti verso la porta, in attesa di uscirne al più presto.

Ecco che l'ascensore, secondo il Professor Gray, si trasforma così in uno spazio ad elevato interesse sociale, in cui i comportamenti si ripetono all'infinito, secondo uno schema pressoché identico: le persone tendono ad evitare qualsiasi contatto verbale o fisico tra di loro, quando due persone entrano in ascensore si sistemano solitamente ai lati opposti dello stesso, mentre con l'arrivo del terzo individuo si formerà un triangolo. In caso di ascensore particolarmente affollato, ognuno preferirà rivolgere lo sguardo verso il basso, magari fingendo di controllare il cellulare.

A una simile conclusione è giunta anche la dottoressa Babette Rennenberg, psicologa della Freie Universitat di Berlino, secondo la quale ansia ed imbarazzo derivano anche dalla mancanza di spazio . In ascensore non abbiamo la possibilità di mantenerci ad una distanza considerata di sicurezza dalle altre persone, motivo per cui ci posizioniamo alla distanza massima dai vicini e proviamo a dissimulare l’imbarazzo fingendoci distratti o assorti nei nostri pensieri.

Se proprio non riusciamo a sopportare l’ambiente ristretto degli ascensori e il tragitto con gli sconosciuti, forse la soluzione migliore è quella di scendere, ma soprattutto di salire le scale a piedi. Ma anche per questo potrebbe servire coraggio!

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